Cristo delle Marche

{ Posted on Set 03 2010 by admin }
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scultura_rocchetti_08Nazzareno Rocchetti ha vinto la sua ennesima maratona. Il fisioterapista dei vincitori di Olimpia ha fissato la sua personale, commossa testimonianza su quella parte del tetto del mondo che si vede da Cingoli. In particolare da quel balcone su cui s’affaccia Domus san Bonfiglio in località Internone di Avenale. Le sue mani prodigiose non hanno scolpito stavolta i muscoli gloriosi atleti, ma il corpo martoriato del Crocifisso. Il “Cristo delle Marche” è stato innalzato al calar del sole tra cielo, mare e monti azzurri all’interno di un panorama straordinario tipico di questa regione. Un fondale mozzafiato per un’opera davvero significativa con la quale Nazzareno ha voluto dir grazie in modo significativo ad una vita straordinaria, la sua, e al dono per quella di suo figlio a lui restituita dopo un terribile incidente che l’aveva coinvolto. C’erano tante autorità a festeggiare questo eterno ragazzo. Rocchetti nel suo breve intervento ha voluto ricordare e ringraziare i presenti Franco Capponi e Giorgio Giorgi che hanno messo a disposizione il… “Calvario” e cioè il gran masso di pietra bianchissima, del territorio cingolano sul quale è stato innalzato il “Cristo delle Marche”. Il candore del “Calvario” è come una muta palingenesi, voluta dall’artista, rispetto al nero profondo del materiale nel quale è stata fusa la scultura valorizzata ancor più da una sapiente illuminazione che ha suscitato l’ammirazione comune al calar delle tenebre. Il vescovo Giuliodori si è soffermato anche su un altro particolare. Il dualismo sottolineato dalle due mani del Crocifisso: l’una rattrappita dal dolore, e devastata ancora dal chiodo del supplizio, l’altra libera ed aperta verso l’infinito del Creato, verso l’infinito dei Monti Azzurri e dell’Adriatico che da Avenale si scopre. Una lunga festa, ritmata e scandita da par suo dall’inviato Rai Paolo Notari, con la giustapposizione critica di Armando Ginesi.
Dopo la cerimonia davvero suggestiva con le arie di un violino e di un piano a far da colonna sonora allo scoprimento dell’opera, la messa celebrata dal vescovo. Era ormai scuro quando si è distribuita l’eucarestia. E le stelle marchigiane hanno sorriso su quel lembo di montagna ora diventata Domus San Bonfiglio,dove siè celebrata la Festa del Creato.

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